SPOLETO

«La città è tutta un monumento: con le caratteristiche di una nobile, piccola, artistica capitale.»

(Mario Tabarrini, L’Umbria si racconta)

Spoleto sorge a 317 metri s.l.m., bella e incontaminata, su una piana ai piedi di Monteluco, luogo di antichi romitori. Nel VII secolo a.C. fu un vicus umbro e più tardi municipio romano i cui segni sono ancora ben visibili nel Teatro Romano del I secolo a.C., nell’Arco di Druso e Germanico (23 d.C.), nella Casa Romana del I secolo d. C. e nelle mura che, pur restaurate attraverso i secoli, servirono fino al basso Medioevo e più esattamente fino al 1296. Successivamente al periodo romano, Spoleto e il suo territorio rimarranno un riferimento geografico, politico e militare significativo, talvolta persino rilevante, nel corso di molte epoche posteriori il cui stratificarsi – oggi ancora assolutamente evidente –  contribuisce a rendere così prezioso e per certi versi unico il suo patrimonio urbano, artistico e ambientale.
Nel 570 d.C. i Longobardi calarono a Spoleto e ne fecero uno dei 36 ducati nei quali divisero il territorio italiano che avevano conquistato. Il Ducato di Spoleto arrivò a comprendere una porzione notevole dell’Italia centrale e rimase largamente indipendente fino al 729 d.C. A testimonianza del periodo longobardo rimane la Basilica di San Salvatore, oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dopo la caduta del regno longobardo nel 774 d.C., il Ducato passò sotto il controllo delle dinastie imperiali franche e tedesche fino all’annessione allo Stato della Chiesa nel 1198. Fu poi libero comune, i cui statuti risalgono al 1296 e al 1347. 

Nel 1362 il Cardinale Albornoz scelse Spoleto come nucleo strategico per la riconquista dello Stato Pontificio e ordinò all’architetto eugubino Gattapone la costruzione della splendida e maestosa Rocca sul colle Sant’Elia, oggi sede del Museo nazionale del Ducato. Nel periodo napoleonico Spoleto fu scelto come capoluogo del dipartimento del Trasimeno. 
Nel 1884 prese avvio lo sfruttamento intensivo delle miniere di lignite che ebbe un crescendo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Risale al secolo scorso la creazione di tre istituzioni che permisero a Spoleto di assurgere sulla scena internazionale culturale: il Teatro lirico sperimentale (1947), il Centro italiano di studi sull’alto Medioevo (1952) e il Festival dei Due Mondi, la cui prima edizione risale al 1958. 
Spoleto è uno dei luoghi più romantici e affascinanti d’Italia tanto da far scrivere allo scrittore Herman Hesse «Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di incanti pressoché sconosciuti, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!» mentre Gian Carlo Menotti, fondatore del Festival, soleva dire: «Spoleto è solo una vacanza dell’anima».